Il Reset del Nervo Vago: perché tutto parte da ciò che metti nel piatto.
Il nervo vago è il regista principale del sistema nervoso parasimpatico, la cabina di regia che si occupa di abbassare lo stress, favorire la digestione e spegnere l’infiammazione corporea.
Molti cercano di “resettarlo” partendo da esercizi complessi, ma la verità è che qualsiasi intervento risulta del tutto vano se prima non si agisce drasticamente sulla dieta.
Se il corpo è costantemente sottoposto allo stimolo infiammatorio legato all’eccesso di dolci, zuccheri e carboidrati industriali, il sistema immunitario rimarrà in uno stato di allarme perenne.
L’insulina alta distribuisce segnali infiammatori in tutto l’organismo, ostacolando ogni tentativo di guarigione.
Per questo motivo, il primo vero passo per disinfiammare il nervo vago è bilanciare correttamente le giuste proteine animali con le verdure di stagione (moderando le quantità in base alla propria tolleranza) imparando ad ascoltare il proprio corpo per capire con quali alimenti si va più d’accordo.
Per quanto concerne il ruolo dei carboidrati, è fondamentale scegliere quelli a minor impatto glicemico e con meno potere infiammatorio.
Per approfondire la scala dei cibi infiammatori e i test di tolleranza, rimando alla lettura completa del mio libro: Fisioterapia per la coscienza.
Una volta sistemata la base alimentare, si deve agire sulla respirazione, lo strumento che più di tutti influisce in modo diretto e immediato sul tono vagale.
Espirare a lungo, preferibilmente dal naso, inibisce l’attività ortosimpatica e blocca gli stati di ansia e paura.
Infine, non si può scollegare il benessere del nervo vago dall’occlusione dentale e dal corretto posizionamento linguale.
Quando la lingua è posizionata in basso, si tende a serrare i denti, attivando la risposta di attacco o fuga che alimenta lo stress e contrae la cervicale.
Mantenere la lingua in alto, a contatto con le rugosità del palato, rilascia la tensione dei muscoli masticatori, ripristina l’equilibrio posturale e apre la strada a una reale guarigione.
Sei pronta a testare questi tre pilastri su te stessa per ritrovare la tua stabilità psicofisica?